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Claudia

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...un pensiero x un amico che non è + con noi...

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I FILMATI DELLE GARE

 

Badia Calavena  -  Triangolare del Nord  -  10 maggio 2009

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Volta Mantovana  -  Triangolare del Nord  -  31 maggio 2009

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...al meraviglioso popolo dell'autocross...

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Aaaaaaaaaaaa asfalto sul mio blog !?!?!?!?

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Badia Calavena - 11 maggio 2008

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Volta Mantovana - 06 aprile 2008

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Benvenuti!!!!

Benvenuti a tutti i visitatori di questa pagina!!!
Qui dentro troverete passione, amicizia, legami che si sono creati con gli anni e che nonostante il tempo rimangono più vivi che mai...troverete l'amore per uno sport incredibile che pochi conoscono ma che in molti amano...troverete un po di pazzia...e naturalmente tanta tanta terra...
 
Per il momento, ho recuperato quasi x sbaglio un articolo che mi avevano chiesto di scrivere nel 2004...quando l'esperienza delle gare la vivevo dall'abitacolo del mio proto 222...lo lascio qui...così come era stato pubblicato!!!  Le cose ora sono un po diverse...ma ho scoperto con piacere che le emozioni non sono affatto cambiate con gli anni...l'unica cosa diversa è che ora in questo mondo ho molti + amici...persone incredibili che sono diventate fondamentali e a cui non rinuncerei per niente al mondo!
 
Buon divertimento...
 
 
 
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…”ah, se ci salissi io su quella macchina vincerei di sicuro!!!”…quante volte l’ho sentito dire mentre mi gustavo una gara….e quante volte l’ho stupidamente pensato anche io…

Ragazzi, parlare stando seduti comodi a guardare una gara tra il pubblico è molto più semplice che essere chiusi dentro un abitacolo…sarà una frase fatta, MA CASPITA QUANTO E’ VERO!!!

“SEMBRAVA TUTTO MOLTO PIU’ SEMPLICE”…ecco le ultime parole famose…

 

Non essendo stata io tra quelli che salgono su una macchina e alla prima gara vincono tra lo stupore generale e soprattutto non avendo la minima esperienza su una macchina da corsa (se escludiamo la Ferrari a pedali che avevo a 3 anni), mi sto rendendo conto solo adesso di quanto tempo ci voglia…non lo avrei mai immaginato…prima di tutto per farci la mano sulla macchina…per esempio ho avuto grossi problemi con il cambio del mio proto…e ne ho ancora visto che ancora adesso il papà spesso assiste alle mie sfollate…la terza che non mi entra mai…il cambio a innesti frontali…uff….la leva del cambio che ogni tanto parte…per non parlare poi dello sterzo…scatola guida con cui devi cercare di fare amicizia…le gomme…canonica o non canonica???...questo è il dilemma…

Questi sono solo i primi problemi che sto incontrando…

La trazione posteriore non è semplice da gestire…siamo sempre di traverso…speriamo di imparare in fretta “la sublime arte del controsterzo” come l’aveva definita il mitico Ostorero…devi impostare bene la curva con una bella staccata, devi uscire pulito, senza beccare lo sporco…

Per non parlare poi dell’impressione che mi hanno fatto la prima volta le ruote scoperte…stranissima…insomma…non si finisce mai di imparare…

Girare, girare, girare…accumulare quante più “ore di volo” possibile…

 

Alla mia prima gara a Pordenone il Sig. Scariot mi ha rifilato la bellezza di 20 secondi ai tempi…roba da far perdere la voglia a chiunque…ma poi ti rendi conto che per stare al passo di gente che corre da 20 anni non ti basta fare 3 giri su una pista che non hai nemmeno mai visto da fuori…sali in macchina e cerchi di dare il meglio…soprattutto cerchi di divertirti…

La cosa che più mi ricordo della prima gara è sicuramente la tensione…della serie “la tagliamo col coltello”…ho camminato avanti e indietro tutto il tempo…

Mi capita ogni volta e su ogni pista di farmi un paio di giretti a piedi del tracciato…mi serve ad allentare i nervi, a vedere la prospettiva delle curve che poi ritroverò una volta seduta in macchina…ma la prima gara è la prima gara!!!!

 

Cosa si prova a essere dentro?

Beh, vivere in pieno una gara di autocross regala emozioni fortissime…già arrivando la mattina…

Comincio a cercare gli junior che lotteranno con me per tutto il giorno…per fortuna ce ne sono sempre…e tutti molto forti…e poco importa se come mi è successo all’ultima notturna a Badia, non riesco ad essere tra i 10 partenti alla finale…ho capito che almeno per quest’anno il mio obiettivo deve essere quello di fare esperienza, di capire la macchina, di riuscire a farle fare quello che voglio io (e non il contrario!!!) e imparare a conoscere le piste…

Mi è capitato di rimanere a bocca aperta nel vedere una pista arrivandoci la mattina…tipo a Frosinone…pista tra le più belle che abbia mai visto, divertentissimo guidarci…ma vedere quella salita mi ha fatto seriamente pensare di buttare giù due righe di testamento prima di salire in macchina!!!!!!

Adoro per esempio l’atmosfera che si respira alle notturne di Badia…sarà che col calare del buio la pista assume un fascino particolare…sarà che si respira un’aria diversa rispetto alle gare della domenica…è un’occasione particolare…

Ma alla fine mi sto rendendo conto che ogni pista è bella se arrivi con lo spirito giusto…se arrivi con la compagnia giusta…e se la macchina è come la voglio io!

 

Durante tutta la mattina la tensione cresce e cresce di continuo…prima l’iscrizione, poi le verifiche…e le qualifiche…sai che avrai solo 2 giri cronometrati per dare tutto…il primo dei 3 giri mi serve a capire come si comporta la macchina considerando il fondo della pista, a trovare dei riferimenti per le staccate…

Naturalmente il tempo delle qualifiche non è mai buono come ti aspettavi…non immaginate le volte che mi è capitato di pensare dopo le qualifiche “wow…sono andata bene, avrò fatto un buon tempo”…e invece poi guardando i tempi, vedere che il distacco dal primo è in media di 4 secondi…

E’ una sensazione strana quella che mi da la macchina di autocross…e parlo naturalmente solo e soltanto per il prototipo tubolare perché è l’unico che conosco (parola grossa)…sembra sempre di andare fortissimo, che se acceleri ancora un pochino la macchina prende il volo…invece poi scopri che eri fermo…e puntualmente, parlando col babbo della gara mentre si torna a casa, mi arrovello ponendo domande esistenziali del tipo “ma come fanno questi ad andare così forte?????”…

 

Passate le qualifiche e individuata la mia posizione in griglia di partenza (fino ad oggi solitamente non troppo avanzata), ho se va bene un paio d’ore scarse per rilassarmi in vista delle semifinali…

Si mangia, si scherza, si guarda la macchina…con la testa sempre in pista…pensi e ripensi al tracciato, a come entrare al meglio in curva…le gomme giuste, la marcia giusta per quella curva…e a come correggere gli errori fatti in mattinata…

 

Dopo il briefing si riparte…in griglia di partenza, soprattutto in finale, la tensione diventa PURO TERRORE…sono lì, circondata da altri proto…gli amici con cui magari avevo pranzato si sono improvvisamente trasformati in cagnacci avvelenati con tanto di coltello in mezzo ai denti…non me ne vogliano gli altri piloti…queste parole colorite sono l’immagine che si è fatta questa fanciulla talmente matta da decidere di buttarsi in mezzo…quando si accendono le luci rosse, i cagnacci iniziano a ringhiare…che fare allora???...se hai abbastanza coraggio da rimanere seduto senza slacciare le cinture e saltare fuori dalla macchina urlando, è il caso che cacci le unghie…ma il più delle volte forse non le caccio abbastanza…

Senti quelli davanti che hanno fretta di andarsene, quelli dietro che come avvoltoi aspettano solo un tuo minimo errore per infilarti…devi stare concentrato, devi vedere tutto quello che succede intorno, devi avere quel pizzico di malizia che ti permette di passare un avversario in difficoltà…

Mi hanno detto di cacciare i canini, e vista la categoria che mi sono scelta, di macchiarli anche un po’ di sangue…E’ UNA GUERRA E DEVI FARE PAURA…e mi ha fatto strano vedere gente che scende dalla macchina coi denti pieni di terra perché in gara li tiene serrati con una determinazione che non avrei mai immaginato…credetemi, mi è successo davvero!!!

Poi le luci si spengono e in una frazione di secondo scarichi tutta la tensione accumulata, tutta sull’acceleratore…SI PARTE, SI VA!!!!...(sempre se riesci a non far spegnere la macchina!!!)

Per quel poco che ho visto la partenza è il momento più carico di adrenalina…devi pensare a partire bene, devi fare attenzione che davanti a te partano tutti per evitare di ritrovarti bloccato da qualcuno che non è riuscito a partire…sfruttare ogni cm libero…

Avendo di solito davanti diverse macchine, all’accensione della luce verde lo spettacolo è sempre lo stesso….3 o 4 proto che se ne vanno lasciandomi davanti un muro di polvere…e in quel momento l’unica cosa che spero è che una volta che avrò ricominciato a vedere, non mi troverò davanti un pilone di macchine che si sono girate alla prima curva…più di una volta mi è capitato di fare una curva solo basandomi su qualche riferimento tipo un albero o un paletto…

Se una volta passata la prima curva non mi sono passati sopra, si inizia a fare sul serio…

Cerco più che altro di fare la mia gara, cercando di non girarmi, di non fare danni, di arrivare alla fine, tanto comunque quelli che avevo davanti ci rimarranno…(speriamo anche quelli dietro!!!)…soprattutto cerco di non dare fastidio se capita di essere doppiata…ti passano davanti certi mostri che ti tirano in macchina terra, sassi, fango, tronchi, alberi…di tutto…arriverà il giorno che  mi ritroverò in macchina un commissario!!!!!

Occhio a come impostare la curva, occhio agli specchietti, occhio a quelli dietro ma anche a quelli davanti, occhio alle bandiere, occhio ai buchi…

Di solito dopo qualche giro, e quando ormai le posizioni si sono ben definite, inizio a divertirmi davvero a girare…quando ormai ho imparato meglio la pista, e quando il piedino si fa un po’ più pesante…non c’è più tensione, ma solo la voglia di migliorare…puntualmente quello è anche il momento in cui l’omino mi sventola davanti la bandiera a scacchi…

Ma è incredibile quello che succede nella testa di un pilota quando ci si trova a pochi metri di distanza da un avversario…sei dietro e senti che dentro di te la chimica ti sta regalando una carica che mai avresti immaginato…

 

Gara finita…è andata…se si riesce a tornare a casa con la macchina sana e senza danni è già una cosa buona…la tensione si allenta e poco importa il risultato finale…(naturalmente questa frase è rivolta solo a me e non a tutti quelli per cui ogni punticino è fondamentale)…la premiazione, la coppa, l’applauso degli amici…piccole grandi soddisfazioni…

Ma non pensate che sia finita qui…la gara non finisce una volta caricato il camion e presa la via di casa…c’è tutto il viaggio del ritorno fatto di commenti, di critiche, di impressioni sulla gara…e nemmeno il lunedì la gara è finita!!!!...non solo perché si deve rimediare ai danni, ma anche perché ora ci si aspetta di vedere i commenti sui siti, si aspetta di scaricare i filmati per capire gli errori e cercare di fare meglio la prossima volta…

 

Non immaginate la miriade di consigli che ricevo visto che ho appena iniziato…naturalmente tutti ben accetti…ma naturalmente gli unici che ascolto sono quelli del papà…e puntualmente, scendendo dal proto avendo girato come lui mi aveva consigliato mi esce la frase “caspita papà, è vero”…a parte naturalmente il discorso delle gomme!!!!!!!!!!...ma so che se mi monta gomme con cui io non mi trovo, lo fa solo per farmi fare esperienza…

 

Fuori siamo tutti grandi amici…ho per esempio un bellissimo rapporto con Canepari, che corre nella mia stessa categoria...ma caspita, quando salgono in macchina e abbassano la visiera del casco, non guardano più in faccia a nessuno e come trovano un buco si infilano (a volte anche passandoti sopra come mi è successo a Menà con l’amico Miglioli)…ma è giusto che sia così…naturalmente nei limiti della sportività …andare, andare, andare, senza mai guardare in faccia a nessuno…perché agli altri non importa chi sei e se hai poca esperienza…sei solo (sempre naturalmente solo nel mio caso) una macchietta rossa che in quel momento è davanti e non dovrebbe esserci… una cosa che ogni volta mi colpisce è lo sguardo che hanno i ragazzi mentre come me aspettano di entrare in pista…un misto di determinazione, rispetto, amicizia…è incredibile!!!

 

Ho trovato un gruppo di amici molto affiatato…sia quelli che dividono con me le trasferte, che quelli che incontro poi in pista…persone che hanno la mia stessa passione…persone per cui vedere una ragazza correre non è così normale…

Anche quando scrivevo qualche commento alle gare, ho sempre buttato un occhio a come si comportavano le fanciulle…non solo per pura solidarietà femminile…ho personalmente voluto conoscere Simona Casolari che corre col prototipo del padre nella classe E…lei e tutte le altre ragazze hanno la mia totale e sincera ammirazione…ragazzi, credetemi…NON E’ PER NIENTE FACILE BUTTARSI NELLA MISCHIA!!!!

Ho perso il conto delle persone che mi hanno chiesto perché…perché scegliere proprio uno sport da maschietti, dove devi sempre tirare fuori anche quello che non hai…devi abituarti a stare nel mezzo, e anche se cominci ad andare forte, caspita, c’è sempre gente che va più forte di te…

Questo non è semplicemente uno sport…questa è passione, dedizione, impegno…è qualcosa che ti scorre nelle vene…è stato qualcosa con cui sono cresciuta…si corre per divertimento…e per cos’altro???...purtroppo non viviamo in Repubblica Ceca dove il velocità su terra è sport nazionale…l’unica soddisfazione che hai è il calore delle persone che partono con te…che poi facendo quattro conti è la cosa che conta di più…ma ho vissuto momenti molto particolari…tipo quando sempre a Pordenone, alla prima gara, Piero Schiavon si è avvicinato solo per incoraggiarmi visto la batosta che mi aveva rifilato Scariot ai tempi…

 

Che ci fa allora una ragazza su un prototipo?...molto difficile dare una risposta…so solo che per molti è strano vedermi impegnata praticamente tutte le domeniche in pista e non magari in giro, è strano vedermi con una tuta da corsa, è strano vedere che come gli altri maschietti mi adatto facilmente a tutte le situazioni e senza troppi problemi, è strano che se una domenica non ci sono gare me ne sto in qualche garage a riverniciare un 112 per la domenica successiva…è strano, ma non c’è altro che vorrei fare…anche gli anni passati, quando ero dall’altra parte e la pista la vedevo solo da dietro una rete…in pista, non vorrei essere in nessun altro posto…

Essere in pista a fare foto come mi è capitato e vedere sfrecciare questi mostri è un conto…esserci in mezzo a volte fa davvero paura…ma quella che ho sentito scorrermi dentro è pura adrenalina…il rumore dei motori che sentivi solo dalle tribune, diventa quasi assordante…la terra che vedevi solo  alzarsi ora è la stessa che ti continua a entrare in macchina, nei denti…

 

…ma l’autocross non è solo gare…l’ho imparato fin da quando ero molto più piccola…quando correva mio papà e partiva con noi una miriade di gente…c’è tutto un “contorno” alla gara della domenica che rimane nei ricordi di quelli che il velocità su terra lo amano per davvero…come la frittata di cipolle la mattina alle 9:00 o come (cosa molto più recente) le varie disavventure del Team dei Devastati Lombardi…ancora oggi, magari il sabato sera, sento raccontare storie successe in pista  anche 10 anni fa!!!!...e ancora oggi ogni tanto saltano fuori videocassette del 1990…prototipi dalle forme più strane, piste rimediate nei posti più strani, sagre paesane in cui si girava in piste improvvisate, gente molto più giovane che ancora oggi affolla i parchi piloti…passano gli anni ma la passione resta…ne ho avuto la prova assolutamente inconfutabile quest’anno!!!

Cresci, e la passione cresce con te…e una volta che è dentro non se ne va…

Nella mia testa l’autocross è anche questo…si macinano km, ci si stanca, ci si sporca, ma caspita quanto ci si diverte!!!!

Ho visto scene che non scorderò mai…come il venerdì sera prima della gara notturna di Ascoli…abbiamo trasformato il parco piloti in una festa tra amici…avevo intorno un sacco di gente…persone che nemmeno conoscevo o con cui avevo scambiato magari solo due parole, ma che mi faceva piacere avere vicino…due tiri a pallone, una cantata…

 Si creano legami speciali…legami magari più forti con i ragazzi che corrono nella mia stessa categoria perché si condividono gli stessi momenti in gara…legami con persone con cui poi dividerai ogni trasferta per tutta la durata del campionato…legami con piccoli grandi personaggi, “macchiette” nel mondo dell’autocross…ma si rafforzano anche i legami già esistenti…come col mio papà matto, più matto della figlia, e la mamma, che si era illusa di aver finito di avere paura visto che per qualche anno il papà è rimasto lontano delle gare…

Ti affezioni al camion che ti trasporta la macchina e dove magari trascorri le notti quando le piste sono molto lontano, ti affezioni naturalmente alla tua macchina…perchè diventa parte di te…ci tieni come se fosse la macchina più bella di tutto il parco piloti…lei ti da soddisfazione, lei ti fa divertire la domenica…se poi quella che guidi è una macchina che prima era di qualcuno per te molto importante!!!!...la curi (beh io le mani non ce le so mettere), la prepari prima della gara, la carichi…persino ci parli mentre sei in gara…e poco importa se non è molto “racing”…

 

Tutti amici, tutti pronti a dare una mano sempre e comunque, anche al più temuto degli avversari…senza mai prendersi troppo sul serio…

Questo è il fantastico mondo dell’autocross…un mondo che è puro ossigeno per me come per molti altri …peccato ci sia ancora gente per cui immaginare come è fatto un “prototipo tubolare” è un’impresa storica…gente che non ha mai nemmeno sentito parlare di autocross…e allora ben vengano persone come Markciccio, come SuperTom Cosmo, Luca Spini o Fabio Ciabattoni e una miriade di altra gente che ho conosciuto in questi anni, per cui la passione è talmente forte da desiderare soltanto un po’ più di attenzione per questo magnifico sport, fosse anche solo facendo delle foto in gara da pubblicare su un sito…

 

Io vado avanti, sempre contenta di averci provato…grazie a tutti quelli che in qualsiasi modo e con ogni mezzo fanno vivere questo bellissimo sport…grazie a chi organizza e dirige le gare, perché spesso non lo fa nelle condizioni più favorevoli…grazie ai ragazzi che stanno in pista ma non guidano una macchina…grazie a quelli che mi rispettano e naturalmente GRASSIE a chi la mia macchina la prepara davvero…grazie a tutti quelli che mi stanno accompagnando in questa prima stagione…grazie a chi mi è vicino quando salgo in macchina prima di entrare in pista e che mi regala lo sguardo e il sorriso che mi serve in quel momento…grazie a tutti i piloti, in particolare quelli della mia categoria…però, ragazzi, in gara….ASPETTATEMI E NON SCAPPATE SEMPRE COSI’ DI FRETTA!!!!!!!!

In bocca al lupo a tutti!!!!

W L’AUTOCROSS!